Gay & Bisex
Cap 25 - Il Divo (C&C1)
25.03.2026 |
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"I lineamenti così delicati e finemente cesellati da sembrare androgini, ma senza perdere quell'aria di strafottenza che inizio ad odiare subito..."
«Un po' di attenzione!» abbaia uno degli agenti più anziani, incredibilmente nervoso, persino più del solito. «Silenzio, cazzo!»«Stai tranquillo che non succede niente di strano, stiamo solo facendo colazione» ridacchia uno dei ragazzi della sezione D, con le treccine rasta e la carnagione latina. Lucifer, se non ricordo male. «Vero, raga?»
«Arriverà uno nuovo» annuncia l'agente, senza dargli corda.
Si asciuga una goccia di sudore che gli cola sulla fronte.
«Trattatelo bene, davvero. Non vogliamo guai con... La sua famiglia»
Drag sussulta di fianco a me, già vedo il suo sorriso poco rassicurante.
«Un figlio di papà?» si lecca le labbra, stringendo la mano sulla mia coscia.
«Li adoro. Sempre così carini quando arrivano qui... E sempre così carini quando si spezzano.»
Mi fa l'occhiolino. «O si piegano a novanta»
«Drag» sbotto io. «Per favore»
Drag ridacchia ancora e si scrolla le spalle, mentre faccio una smorfia.
Se fossimo in vita reale fuori di qui, ogni giorno avrei il dannato sospetto che mi tradisca. Almeno qui dentro trascorro ogni singolo minuto della giornata con lui.
«Sì, ma non è un figlio di papà qualsiasi»
Non mi sono nemmeno accorto che l'agente ha ricominciato a parlare.
«È il figlio di... Innocenti.
Giulio Cesare. Due anni di condanna»
E qui Drag balza in piedi.
Così di colpo che quasi mi tiro su anch'io, convinto che stia per succedere qualcosa di brutto.
Drag trema tutto, dalla rabbia, forse, e chiede a fatica, pallidissimo: «Innocenti... L'avvocato? Quello in completo tre pezzi e polsini dall'argento?»
L'agente fissa Drag per un minuto intero.
«Già» conferma, con uno sguardo sospettoso. «Cosa c'è, Drago?»
Drag stringe i pugni e torna seduto, senza dire nulla, ma è così incazzato che trema ancora.
Mi avvicino a lui e cerco di sedermi sulle sue gambe.
«Drag?» tento anch'io di attirare la sua attenzione, dandogli un bacino sulla guancia.
Mi fa un sorriso storto e mi lascia sedere su di lui, circondandomi con le braccia, ma sento che è altrove con le testa.
«Cosa c'è?» mormoro ancora, girandomi verso di lui.
Drag ha ancora lo sguardo omicida che fuma dalla rabbia, però si addolcisce leggermente quando gli prendo la nuca e mi attacco alla sua bocca. Chissene se ci stanno guardando tutti.
«No, è che...» sussurra, dopo il bacio. «Io quello lì... L'ho conosco»
Non capisco se stesse parlando dell'avvocato Innocenti o del ragazzo che verrà qua, mi limito ad accarezzargli i capelli.
«Io sono qui, Drag» gli faccio gli occhioni e mi accocolo contro. «A fanculo quello lì. Io ci sono sempre»
Drag guarda il vuoto per alcuni istanti, prima di farmi un sorriso stirato.
«Il mio Cas» dice piano, stringendomi a sé.
«Penso proprio che gli farò una bella sorpresina» dichiara, dopo un attimo. Ho un brutto presentimento.
«Che genere di sorpresa?» faccio io, cauto.
Drag sogghigna e risponde, vago: «Una sorpresa molto tagliente»
Cerco di stare tranquillo e mi aggrappo a lui, anche se una carneficina non la voglio vedere, non dopo che ho mandato giù sette frollini.
«Drag, non fare niente di stupido» sibilo, vicino al suo orecchio. «Ti metteranno in isolamento. E forse si approfitteranno di me quando sarai assente»
Drag sussulta, mi guarda un po' preoccupato, ma poi sventola una mano con noncuranza: «Non ti preoccupare, non penso che ci si arriverà a quel punto. I figli di papà sono tutti dei coglioni abituati a pranzo da cinque portate e doccia idromassaggio»
Faccio una smorfia e fisso il pavimento.
Sento che mi bacia piano in collo, poi mi sussurra: «Stai tranquillo, se mi mettono in isolamento ho qualche contatto, ti farò guardare, non ti violenterà nessuno»
Mi mordo le labbra e mi sento un po' meglio.
«Non lascerò nessuno mettere le mani sul mio Cas» aggiunge, prendendomi la mano. «Ok?»
Mi limito ad annuire e guardo senza appetito gli altri due frollini rimasti, ma non riesco più a mangiare niente. Mando giù un po' di latte e guardo nel vuoto.
Chissà chi sarà lo sfortunato a ricevere la "sorpresa" di Drag.
Spero che non lo manderà all'ospedale, Dio mio, è il suo primo giorno.
E chissà perché è così importante da essere annunciato il suo arrivo prima ancora di vederlo, non era mai successo.
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Siamo quasi al completo, in refettorio, dopo aver pranzato. Il nuovo arrivato ha suscitato troppa curiosità per tornare in cella.
«Drag, ti prego, non fare cazzate con quel cutter» lo sto scuotendo per il braccio, disperato, mentre Drag gironzola tra i tavoli, pieno di aspettativa e con un sorriso poco raccomandabile.
«Cas, taci» si limita a sbottare, trascinandomi di peso dietro di sé.
Sto per ribattere quando vediamo il blocco della porta di metallo scattare, ed entra Otto, insieme a un altro agente, trascinando in mezzo un ragazzo sui sedici anni, così rigido nei movimenti che sembra uno stoccafisso.
Vedo persino da qua che trema tutto, nonostante cercasse di spingere fuori il petto.
«Otto, chi ci hai portato, stavolta?» grida un ragazzo, mi giro per controllare chi è. Lucifer. Sempre lui.
A me non sono mai piaciuti i tipi come lui, parlano troppo, senza rivelare mai un cazzo. Ma è uno dei più grandi, perciò se non crea problemi a me e a Drag, non facciamo nulla neanche noi. C'è di meglio da fare.
«Trattatelo bene, mi raccomando» dichiara Otto, sudando freddo.
Ancora questo "trattatelo bene", ci credo che Drag stia ringhiando piano vicino a me, ma non è l'unico.
Vedo già che alcuni di quelli più violenti stanno pensando a come fargli passare il primo pomeriggio qui dentro, e mi rannicchio di istinto contro di Drag.
Vorrei urlare a Otto che più raccomandano di trattarlo bene, più il ragazzo verrà ridotto a pezzettini, ma non è il momento giusto per fare il santo.
«Questo è Giulio Cesare Innocenti» dice l'agente, mentre vedo che il ragazzo nuovo fa un primo movimento che non sia tremare, cercando di fermarlo mentre pronuncia il suo nome con solennità, manco fosse al teatro.
«Lo sapevamo già» sibila Drag, senza riuscire più a trattenersi. «Ce l'hanno detto stamattina»
E squadra il ragazzo nuovo, adesso così pallido che non mi meraviglierei se svenisse sul momento.
Lo guardo anch'io.
E rimango senza fiato.
«Cristo, ma quanto cazzo è bello...» mormora Drag, mentre penso in contemporanea alla stessa cosa.
A parte il fatto che sia terrorizzato, e non lo biasimo, è bellissimo. Ma da mozzare il fiato.
I lineamenti così delicati e finemente cesellati da sembrare androgini, ma senza perdere quell'aria di strafottenza che inizio ad odiare subito.
Quell'aria da figlio di papà, immagino, di quelli che sanno di poter fare quel cazzo che pare a loro, tanto c'è chi li tirerà fuori da tutto. Evidentemente è finito in un casino grave, se è qui.
I capelli biondi, lisci e scompigliati gli arrivano al mento, mentre gli occhi chiari sono così sgranati da sembrare un cerbiatto davanti ai fari di un camion.
Se sta cercando di sembrare tranquillo, allora sta fallendo di brutto.
«Vai, bello, inizia a conoscere i tuoi futuri compagni»
Quello lì è ancora in stato di mezzo shock quando viene letteralmente chiuso dentro, e ci guarda basito.
«Arrestato per violenza sessuale e droga?»
Sono così impegnato ad osservare il ragazzo nuovo che colgo solo a metà la frase di un ragazzino piccolo - quasi svengo io quando mi accorgo che è Daemon, la mia copia in miniatura.
Il ragazzo nuovo si riscuote e si siede su un tavolo della mensa a gambe larghe.
«Ma che cazzo sta facendo?» domando a Drag, perplesso quanto me.
«Boh» Ridacchia piano. «Arrestato per violenza sessuale. Mi piace. Sarà divertente da morire»
«Drag» non faccio in tempo a finire la frase che Drag attira l'attenzione di uno dei più grossi che c'è nei paraggi e gli indica me.
«Oh, tu. Tienimi fermo Casanova, e non lasciarlo venire da me»
Lo fisso allibito. «Drag, ma che cazzo?»
Mi ignora e continua: «Se ti scappa, dopo ti spacco io»
E mi ritrovo ingabbiato tra le braccia di sto armadio ventenne, che puzza di sudore e marijuana, mentre Drag sussurra, compiaciuto: «Faccia da angioletto, tu non mi piaci»
E inizia a camminare verso il ragazzo nuovo.
«Drag...» lo guardo disperato, ma quello che mi sta bloccando mi tappa la bocca e sbotta, seccato: «Casanova, non voglio farmi spaccare dopo, stai fermo, per piacere, davvero»
Mi divincolo lo stesso, mi metto a singhiozzare per l'ansia quando Drag parla con quello lì, mentre sono bloccato peggio che dal cemento armato.
Tremo così tanto che non sento neanche cosa dicono, vedo solo che Drag l'ha buttato a terra e qui mi sforzo di ascoltare.
«Cas, ti ricordi cosa ha detto il vecchio stronzo stamattina?» il suono del mio nome mi risveglia di colpo.
«Due, mi pare» quasi mi mordo la lingua nella fretta di rispondere.
Drag annuisce, soddisfatto, continua a parlottare con il ragazzo.
Vedo con orrore che lo sta toccando in faccia, Cristo Dio, vuole che si inginocchi, no, no, l'ha fatto fare a me il primo giorno, solo a me, non è possibile.
Cerco di urlargli qualcosa e di fermarlo, di distrarlo, è mio, è solo mio, niente, mi ha tappato di nuovo la bocca quello dietro di me.
Mi ritrovo a singhiozzare senza ritegno.
Ma poi vedo che il ragazzo è balzato in piedi e sta mettendo su una versione discount di un maldestro round di pugilato.
Questo qui è proprio scemo, cazzo, se devo dirlo.
Drag si sta divertendo così tanto che si lascia spingere contro il muro senza spaccargli la faccia, ho già capito dalla sua faccia che il ragazzo nuovo gli sta piacendo sempre di più, e mugolo per la disperazione.
«Ahhh!» l'urlo del ragazzo mi strappa dai pensieri depressi.
Scuoto la testa per schiarirmi la vista e lo vedo indietreggiare, il braccio sanguinante.
Drag ha in mano il cutter e ridacchia, dicendo qualcosa che non afferro.
Quello che succede dopo avviene così velocemente che non capisco nemmeno se sono io ad avere problemi o altro.
«DRAG!» urlo, quando il ragazzo gli scaglia una sedia in faccia e Drag non riesce a schivarlo.
È stato così agghiacciante che persino il ragazzo dietro di me si è portato la mano alla bocca per non gridare.
Drag mi guarda un'attimo, imbarazzatissimo e così furioso che trema tutto, ma si limita a fare un sorriso orrendo al ragazzo nuovo, che ha afferrato il cutter.
«Io non sono Faccia da angioletto» sibila lui, con un sorriso strano in faccia.
È così inquietante il cambiamento rispetto a prima che quasi me la faccio addosso.
«Mi chiamavano...» aspira un po' d'aria, stringendo la presa sul cutter insanguinato. «Il Divo»
«Posa quel cutter!» nella confusione sono entrati di corsa di agenti, non si capisce più un cazzo, il ragazzo biondo si limita a sorridere.
E urlo, così forte che quasi mi scappano i polmoni dal corpo, se non mi avesse tappato di nuovo la bocca il ragazzo che ha ricevuto l'incarico di bloccarmi.
Quello lì ha scagliato il cutter contro di Drag.
La lama argentea insanguinata nell'aria. Una traiettoria perfetta. Il tempo rallenta, mentre fisso ipnotizzato i riflessi della luce disegnarsi tra le macchie rossastre di sangue che si sparge a gocce mentre il cutter attraversa l'aria.
Verso il mio uomo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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